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La ISO 9001 non è un obbligo per chiunque faccia formazione assicurativa. Il Regolamento IVASS 40/2018 la nomina all’articolo 96, fra i requisiti che un ente esterno deve avere per erogare la formazione iniziale degli intermediari quando imprese e intermediari non la impartiscono da soli. Il regolamento cita però un’edizione superata della norma, e l’altra alternativa indicata non è più certificabile. Qui sotto chi rientra, chi no e come ci si arriva.

IVASS chiede la ISO 9001 per la formazione degli intermediari?

Sì, in un caso preciso: quando la formazione iniziale viene affidata a un ente esterno. L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni non accredita le strutture che fanno formazione e non certifica i corsi, e lo scrive nelle proprie risposte alle domande frequenti su formazione e aggiornamento, dove avverte che ogni pubblicità di un accreditamento IVASS è indebita. Quello che esiste è un elenco chiuso di soggetti a cui la formazione si può affidare, e la certificazione di qualità è uno dei modi per entrarci.

L’elenco sta nell’articolo 96 del Regolamento IVASS n. 40 del 2 agosto 2018, che ha preso il posto del Regolamento IVASS 6/2014 sui requisiti professionali degli intermediari. Chi cerca ancora il 6/2014 sta leggendo un testo superato.

Una precisazione prima di andare avanti: la formazione per gli intermediari assicurativi non la eroghiamo noi, e i nostri corsi sulle norme ISO sono un’altra cosa. Quello di cui si parla qui è la certificazione ISO 9001 dell’organizzazione che quella formazione la eroga.

A chi si applica il requisito

Il requisito riguarda gli enti che vendono formazione a imprese e intermediari, non chi forma la propria rete. Il regolamento affida i corsi alle imprese di assicurazione e agli intermediari iscritti nelle sezioni A, B o D del RUI, il Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi, e lascia loro due strade.

La prima è impartire la formazione direttamente, cioè progettare e realizzare i corsi in casa. Chi sceglie questa strada può comunque appoggiarsi a docenti esterni e a materiale didattico preparato da terzi, purché i contenuti li definisca lui e i docenti abbiano i requisiti di professionalità del comma 3 dello stesso articolo 96: la formazione resta sua, insieme alla responsabilità del test finale e dell’attestato. La seconda è affidarla a uno dei soggetti formatori elencati ai commi 1 e 2, ed è lì che compare la certificazione di qualità.

Aula di formazione professionale per intermediari assicurativi durante una lezione
Il requisito guarda all’organizzazione che eroga il corso, non a chi lo frequenta.

Ne discende la risposta alla domanda che ci arriva più spesso: un’agenzia o un broker che forma i propri collaboratori non ha bisogno di certificarsi. Ne ha bisogno la società di formazione che quei corsi li propone sul mercato.

Formazione iniziale e aggiornamento: due porte diverse

L’articolo 96 tratta i due obblighi in modo diverso, e la differenza cambia la risposta. Per la formazione iniziale le alternative sono tre e la certificazione è una di queste. Per l’aggiornamento professionale il regolamento aggiunge una porta che non chiede alcun certificato.

Che cosa si eroga A chi si può affidare, oltre a impresa e intermediario
Formazione iniziale Associazioni di categoria con un numero di iscritti significativo e costituite da almeno due anni; enti che appartengono a un’università riconosciuta dal ministero; enti in possesso della certificazione di qualità indicata dal regolamento o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo o internazionale
Aggiornamento professionale Gli stessi soggetti, più gli enti che svolgono la formazione come attività prevalente e dispongono di organizzazione e procedure operative adeguate, anche senza quelle certificazioni

Chi eroga soltanto aggiornamento può quindi restare fuori dal perimetro della certificazione. Chi vuole erogare anche la formazione iniziale, quella che apre l’iscrizione al Registro, il certificato se lo deve procurare. I requisiti di professionalità dei docenti valgono in tutti i casi e nessun certificato dell’organizzazione li sostituisce.

Le norme citate nel regolamento e quelle in vigore oggi

Il testo dell’articolo 96 nomina due norme, e nessuna delle due esiste più nell’edizione indicata. La prima è la ISO 9001 nell’edizione 2008, sostituita dalla ISO 9001:2015, che è quella su cui si certifica oggi. La seconda è la UNI ISO 29990:2011 sui servizi per l’apprendimento, ritirata il 19 dicembre 2018 e sostituita dalla ISO 21001: le certificazioni emesse a fronte di quella norma hanno smesso di valere il 18 dicembre 2020.

La conseguenza pratica è che delle due strade nominate ne resta percorribile una, la ISO 9001 nell’edizione in vigore. Il regolamento tiene aperta anche la formula degli altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo o internazionale, ma la valutazione resta in capo all’impresa o all’intermediario che affida il corso ed è lui a risponderne in caso di verifica. La ISO 9001 è la strada che non obbliga a spiegare nulla.

Che cosa deve coprire il certificato e come ci si arriva

Il certificato deve coprire l’attività di formazione. Il regolamento lo dice indicando il settore EA 37, il codice che nel sistema di accreditamento identifica l’istruzione: il campo di applicazione stampato sul certificato deve nominare la progettazione e l’erogazione di corsi di formazione. È l’errore che incontriamo più spesso quando qualcuno ci chiama con una scadenza addosso: in azienda un certificato c’è già, ma è stato preso su un’altra attività e alla verifica di chi affida il corso non regge.

Sul merito, il sistema di gestione per la qualità chiede di mettere in ordine cose che il regolamento pretende comunque: come si progetta un corso e su quali contenuti, come si scelgono e si valutano i docenti, come si gestiscono materiale didattico e test, come si conservano registri, verbali d’esame e attestati, come si trattano reclami e non conformità. Una struttura che questa documentazione la tiene già, perché deve consegnarla a chi le affida i corsi, parte da molto più avanti di quanto crede.

I tempi dipendono da lì. Con la documentazione in piedi si parla di settimane: si completa il sistema, si fa girare almeno un ciclo con un audit interno e un riesame, poi arriva la verifica dell’organismo, che si svolge in due fasi, e il certificato viene emesso dopo la chiusura degli eventuali rilievi. Se il tema è nuovo conviene partire da che cos’è la ISO 9001 e come funziona un sistema di gestione per la qualità e dai motivi per cui una PMI si certifica anche senza un obbligo. Il percorso operativo è quello che seguiamo nella certificazione ISO 9001.

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Domande frequenti

La ISO 9001 è obbligatoria per fare formazione agli intermediari assicurativi?

No. È una delle strade previste dall’articolo 96 del Regolamento IVASS 40/2018 per gli enti esterni a cui la formazione viene affidata. Le imprese e gli intermediari iscritti nelle sezioni A, B o D del Registro possono impartire i corsi direttamente, senza alcuna certificazione dell’organizzazione.

Un intermediario che forma la propria rete deve certificarsi?

No, se la formazione la impartisce direttamente. Contano invece i requisiti di professionalità dei docenti: l’intermediario che insegna in prima persona deve possederli, e la sola iscrizione alla sezione A o B del Registro non basta.

IVASS accredita gli enti di formazione o certifica i corsi?

No. IVASS dichiara di non rilasciare accreditamenti alle strutture che svolgono formazione e aggiornamento e di non certificare i relativi corsi. Chi pubblicizza un accreditamento o una certificazione IVASS lo fa in modo indebito.

Per l’aggiornamento professionale serve la stessa certificazione?

No. Per l’aggiornamento il regolamento apre anche agli enti che svolgono la formazione come attività prevalente e dispongono di organizzazione e procedure operative adeguate, senza le certificazioni richieste per la formazione iniziale.

Che cosa deve dire il certificato ISO 9001 di un ente formatore?

Deve coprire l’attività di formazione, con un campo di applicazione che nomini la progettazione e l’erogazione dei corsi nel settore dell’istruzione, il codice EA 37. Un certificato ottenuto su un’altra attività dell’azienda non copre la formazione.

ISO 9001 e formazione assicurativa: quando IVASS la richiede a chi organizza i corsi

Matteo Arena

Ciao, sono Matteo — Lead Auditor Senior, iscritto alla banca dati degli auditor certificati ACCREDIA. Dal 2014 verifico i Sistemi di Gestione ISO nelle aziende e qui condivido ciò che funziona davvero, senza scartoffie. Ti aiuto a orientarti tra le certificazioni e a capire come digitale e Intelligenza Artificiale rendono la compliance più snella — sistemi moderni che ti fanno risparmiare tempo e migliorare i risultati.

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